Global Gender Gap Report WEF 2026: l'Italia in classifica
L'indice globale più citato al mondo sul divario di genere: una fotografia annuale di dove si colloca ogni Paese e di quanto resta da fare.

- Punteggio complessivo: 0,708 su 1.
- Divario di genere colmato: 70,8%.
- Rispetto al 2025: +2 posizioni.
- Europa: l'Italia resta distante dalla media europea, pari al 75,7%.
- Mondo: la piena parità è stimata ancora a 120 anni di distanza.
Fonte: World Economic Forum, Global Gender Gap Report 2026.
Che cos'è
Il Global Gender Gap Report è il rapporto annuale del World Economic Forum che misura il divario relativo tra donne e uomini in ciascun Paese. Non misura il livello assoluto di sviluppo o di benessere: misura quanto le donne stanno indietro rispetto agli uomini nello stesso Paese. È pubblicato dal 2006 ed è l'indice di scenario più ripreso dai media internazionali.
Come si calcola
L'indice aggrega quattro dimensioni: economia (partecipazione e opportunità economica), istruzione, salute e sopravvivenza, empowerment politico. Ogni indicatore è espresso come rapporto donne/uomini e normalizzato su una scala da 0 a 1, dove 1 rappresenta la parità completa. Il punteggio finale è la media dei quattro sottoindici e indica la quota di divario già colmata verso la parità: un Paese con 0,708 ha quindi colmato il 70,8% del proprio divario di genere complessivo.
Chi lo gestisce
Il World Economic Forum, l'organizzazione internazionale con sede a Ginevra nota per il meeting annuale di Davos. Il rapporto è curato dal team Centre for the New Economy and Society del WEF e pubblicato una volta l'anno.
Il dato per l'Italia
Nell'edizione 2026, pubblicata il 16 settembre 2026 nel ventesimo anniversario dell'indice, l'Italia si colloca all'83° posto su 145 Paesi con un punteggio di 0,708: ha colmato il 70,8% del proprio divario di genere e guadagna due posizioni rispetto al 2025, quando era 85ª con 0,704. La media globale sale a 0,692. L'Italia resta sopra la media mondiale ma distante dalla media europea, pari al 75,7%. Il punto debole storico del Paese resta la dimensione economica: nella partecipazione e opportunità economiche l'Italia è 121ª, mentre nell'empowerment politico è 61ª. A livello globale, al ritmo attuale, la piena parità è stimata ancora a 120 anni di distanza.
Il Global Gender Gap Report 2026 del World Economic Forum non fornisce un unico dato sul gender pay gap italiano, inteso come differenza percentuale di retribuzione oraria tra donne e uomini. Il rapporto utilizza un indicatore più ampio, partecipazione e opportunità economiche, che considera accesso al lavoro, reddito stimato, presenza nelle professioni qualificate e rappresentanza nei ruoli manageriali.
Per l'Italia, collocata all'83° posto su 145 Paesi con il 70,8% del divario complessivo di genere colmato, il messaggio è quindi più profondo del solo confronto sulla busta paga: la parità retributiva dipende anche dalla qualità dell'occupazione femminile, dalla continuità delle carriere, dall'accesso ai ruoli apicali e dalla partecipazione ai sistemi premianti.
Il valore 0,708 indica il divario di genere complessivo colmato nell'indice WEF, non il divario salariale. Per citare una percentuale puntuale del gender pay gap italiano occorre invece usare fonti statistiche con una metodologia specifica, ad esempio Eurostat, ISTAT, INPS o il rapporto biennale sulla situazione del personale, distinguendo sempre tra paga oraria, retribuzione annua, reddito da lavoro e componenti variabili.
L'analisi completa dei dati italiani, con i grafici dei quattro sotto-indici, il confronto europeo e la differenza tra gap unadjusted e adjusted, è nell'articolo Equal Pay Day 2026: il gender gap in Italia secondo il Global Gender Gap Report.
- Gestore: World Economic Forum (Ginevra).
- Periodicità: annuale, dal 2006.
- Scala: 0–1 (1 = parità completa).
- Italia: 0,708, 83° posto su 145 Paesi (2026).
- Confronto: 0,692 media globale e 75,7% media europea (2026).
- Rilevanza editoriale: 10/10, indice globale di scenario: "Dove si colloca l'Italia nel mondo".
Come lo usiamo su Pay Equity Pact
È il nostro indice di scenario: serve a rispondere alla domanda "dove si colloca l'Italia nel mondo" e ad aprire il discorso sul perché la trasparenza retributiva è una leva concreta per risalire la classifica. La leva passa dalla Direttiva UE 2023/970 e dal D.Lgs. 96/2026, che introducono gli obblighi di trasparenza retributiva per le imprese, accanto al rapporto sulla situazione del personale previsto dal Codice delle pari opportunità.