Unadjusted Gender Pay Gap
Il KPI ufficiale europeo del divario retributivo orario "non corretto": il numero più citato — e più frainteso — quando si parla di gender pay gap.
Che cos'è
È l'indicatore ufficiale con cui l'Unione europea misura il divario retributivo orario tra uomini e donne. "Unadjusted" (non corretto) significa che il dato non tiene conto delle differenze di ruolo, settore, anzianità o orario: fotografa il divario medio grezzo, non quello "a parità di lavoro".
Il valore riferito al 2024 è provvisorio. Eurostat lo consolida quando saranno disponibili i dati di riferimento della Structure of Earnings Survey, attesi a dicembre 2026.
Come si calcola
È la differenza percentuale tra la retribuzione oraria lorda media degli uomini e quella delle donne, espressa in rapporto alla retribuzione maschile. Il perimetro è costituito dalle imprese con almeno 10 dipendenti. I dati provengono dalle rilevazioni armonizzate europee sulla struttura delle retribuzioni.
Chi lo gestisce
Eurostat, l'ufficio statistico dell'Unione europea con sede in Lussemburgo, che armonizza e pubblica i dati raccolti dagli istituti nazionali di statistica dei Paesi membri (per l'Italia, l'ISTAT).
Il dato per l'Italia
Il dato più recente citato per l'Italia è 5,3%, contro una media UE del 11,1%. Attenzione alla lettura: un gap orario basso non significa necessariamente equità. Il dato italiano riflette anche la composizione dell'occupazione femminile — con una partecipazione al lavoro tra le più basse d'Europa, chi resta fuori dal mercato non entra nel calcolo. Per questo va sempre letto insieme al divario occupazionale e al divario annuo effettivo.
- Gestore
- Eurostat — ufficio statistico dell'UE (Lussemburgo)
- Metodo
- Differenza % retribuzione oraria lorda media donne/uomini; imprese ≥ 10 dipendenti
- Italia
- 5,3% (dato più recente citato, 2024)
- Confronto
- 11,1% media UE
- Rilevanza editoriale
- 9/10 — KPI ufficiale per il pay gap orario non corretto
Come lo usiamo su Pay Equity Pact
È il KPI ufficiale di riferimento per il pay gap orario non corretto: il punto di partenza di ogni discussione sulla trasparenza retributiva, da contestualizzare sempre con gli indicatori ISTAT e INPS sul divario effettivo.